Cosa è cambiato e cosa cambierà: il tempo

Change Management | 31.03.2020

La capacità di reazione che le imprese hanno avuto, non solo adottando lo smart working ma in generale aprendosi a nuove managerialità e a nuove logiche di gestione del tempo e dello spazio lavorativo, ha evidenziato due aspetti importanti:

  1. siamo capaci di far fronte a nuove dinamiche e il cambiamento può – e deve – essere seguito e adottato;
  2. se ci troviamo di fronte ad un cambiamento urgente, per cui risulta indispensabile adeguarsi a nuove modalità, lo facciamo in maniera rapida e senza troppe esitazioni, confermando la tesi secondo cui a fronte della percezione dell’urgenza ci sia una maggiore predisposizione ad accettare di agire in modo nuovo.

I dubbi più frequenti di queste giornate sono: che ne sarà dopo l’obbligo? Cosa cambierà in modo significativo? Come cambieranno la comunicazione, la gestione dei talenti, cosa dovranno saper fare ma soprattutto come dovranno imparare ad essere i nuovi manager?
Le imprese sono disposte ad accettare la rivoluzione del mondo del lavoro che ci si sta palesando? Si, perché è di questo che si tratta, di una rivoluzione generale.

La prima riflessione che vorremmo condividere con voi oggi è legata al concetto di tempo lavorativo.

Una delle prime cose che sta cambiando – forse la principale – è la scansione del tempo; un tema questo che è entrato nel nostro quotidiano con una certa prepotenza: un tempo che ha sempre scarseggiato e che ora sembra essere infinito.

Il tempo personale e professionale. Ma da dove arriva il modello a cui la nostra società si è conformata?

La nostra giornata oggi è scandita grossomodo in 3 parti da 8 ore ciascuna dedicate a lavoro, tempo libero e riposo. Lungi dall’essere una pratica “naturale”, questa scansione fu messa a punto all’inizio dell’Ottocento dal socialista utopista inglese Robert Owen in reazione agli oppressivi orari di fabbrica imposti dalla rivoluzione industriale, i cui turni di lavoro potevano raggiungere anche le diciotto ore giornaliere.

Alla luce di questa prima informazione possiamo ritenere il tempo dedicato all’attività lavorativa come uno dei primi fattori che cambieranno e questo accadrà per una ragione ben precisa: passeremo da una logica di quantità ad una di qualità… il perché e soprattutto il come ci piacerebbe approfondirlo nel prossimo articolo.

#staytuned