Empathetic leadership

Corporate news | 22.07.2021

È necessario partire da noi stessi per disegnare nuovi modi di lavorare, sapendo che tecnologia e digitale forniscono gli strumenti, ma che a essere davvero smart, alla fine di tutto, sono le persone.

Nel 2020 si è parlato tanto di servant leadership, di quanto sia importante che i leader si mettano al servizio delle loro persone, le ascoltino e chiedano loro come possono aiutarle a stare meglio.

Secondo l’Harvard Business Review, il 2021 sarà l’anno della compassionate leadership, una leadership che si fonda su compassione e saggezza. La compassione è, in campo professionale, l’avere intenzioni positive e una reale preoccupazione per gli altri. Ulteriori studi rivelano che i leader compassionevoli sono percepiti come più forti e più competenti.

Forse è ancora più corretto parlare di Empathethic Leadership, una persona che desidera immedesimarsi davvero nelle persone che guida, per comprenderne bisogni e desideri e potenzialità, con l’obiettivo di aiutarle a crescere continuamente.

Il 74% dei lavoratori intervistati da Zenefits per Deloitte ha riconosciuto l’importanza di avere leader empatici e solidali.

Prima della pandemia, il Wall Street Journal aveva rilevato che solo un’azienda su cinque offriva opportunità di formazione per apprendere l’arte di guidare con empatia.

Guidare con empatia vuol dire comunicare di essere triste, confuso o arrabbiato.

Secondo un lavoro pubblicato su The Journal of Behavioral Science, il 70% delle persone di successo afferma di soffrire della sindrome dell’impostore di tanto in tanto. Identificata per la prima volta nel 1978, la sindrome dell’impostore è la sensazione di aver avuto successo solo grazie alla fortuna, non grazie alle proprie capacità ed esperienza.

Comunicare queste sensazioni al team contribuisce a “umanizzare” il leader e ad aprire un dialogo autentico.

Due sfide da affrontare:

1. Formare i leader alla comunicazione e all’empatia

L’empatia crea connessioni più forti tra le persone, migliora la collaborazione, aumenta la fiducia e la lealtà.

Chi è guidato da leader empatici riuscirà a gestire meglio lo stress, mentre chi lavora con i manager che si comportano come “business as usual” potrebbe essere meno ingaggiato nei confronti dell’azienda, fino a provare risentimento.

2. Aiutare i leader nell’ascolto delle persone

L’ascolto continuo permette di ottenere una profonda comprensione dei motivatori delle persone, elementi centrali per mettere ognuno nelle condizioni di dare il proprio meglio raggiungendo allo stesso tempo il proprio fulfillment – o felicità – professionale.

Conclusioni

Gli HR possono e devono supportare i leader nell’ascolto delle proprie persone.

Come farlo?

È consigliabile valutare queste competenze e realizzare dei percorsi formativi personalizzati per guidare i leaders a guidare con empatia.

Vi consigliamo 3 Test specifici su questo argomento:

  1. Leadership autorevole: Chi possiede questa competenza ha un’influenza positiva sul proprio gruppo di lavoro.
  2. Test sull’Empatia: Abilità di vivere una situazione dal punto di vista dell’altra persona, che permette di comprenderne sentimenti, idee, desideri ed emozioni.
  3. Test Ascolto: Ascoltare vuol dire entrare in sintonia con l’altra persona e porre attenzione anche ai segnali non verbali.

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